Ramakrishna Math

Viaggio in India

Al termine della formazione insegnanti yoga, dopo un quadriennio di studi, con un piccolo gruppo di amici partiamo per il viaggio che ogni praticante di yoga sogna, l’India. È un paese affascinante, impregnato  di antichissime tradizioni ma anche di forti contraddizioni. Un paese dove la bellezza mozzafiato  dei templi si scontra con la povertà di chi vive ancora in condizioni estreme. Atterriamo a Chennai, nello stato del Tamil Nadu, sud dell’India. All’arrivo siamo accolti dal caldo afoso e dall’odore delle spezie che impregna l’aria. Una cosa che mi resterà impressa e che ogni volta mi riporterà alla mente questo paese sono i suoi odori a volte inebrianti, come i fiori che ogni giorno le donne intrecciano davanti ai templi, e a volte rivoltanti soprattutto accanto ai corsi d’acqua. Trascorriamo i giorni visitando luoghi meravigliosi e studiando presso il Krishnamacharya Yoga Mandiram, istituzione fondata nel 1976 dal maestro Desikachar in onore di suo padre, il leggendario Sri T. Krishnamacharya. Qui ci dedichiamo ad approfondire la conoscenza dello Yoga e del Canto Vedico. Ripartiamo dopo 15 giorni, ma è solo un arrivederci. L’India ci ha preso il cuore.

Yoga Porte Aperte 2014

YogaPorteAperte

Domenica 26 gennaio 2014 siete invitati a partecipare all’incontro gratuito organizzato dalla Yani (Yoga- Associazione Nazionale Insegnanti). L’evento si terrà presso la palestra Melaverde di  Ortona dalle ore 10.00 alle ore 12.00.  Ci sarà una parte teorica di presentazione dello yoga, dei suoi strumenti di lavoro (asana, respiro, ecc.) e dei benefici che si ottengono con la pratica. L’incontro è dedicato principalmente a chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina ma è possibile partecipare anche per chi già pratica.

Potete prenotare la lezione via mail: info@yogadarshana.net o per telefono 349/3938747 (Antonella) . La prenotazione è obbligatoria perché i posti sono limitati.

Il Canto Vedico

Libro dei MantraI Veda, antichissimi testi della tradizione indiana, sono la fonte dei mantra.

I mantra sono suoni potenti, che se pronunciati nel modo giusto e con le giuste intenzioni, producono specifiche vibrazioni in ciascuno di noi. Queste vibrazioni hanno la capacità di influenzare positivamente il nostro sistema a tutti i livelli: fisico, mentale, emozionale. Questa è una delle ragioni per cui i mantra Vedici sono usati da lungo tempo in India come sistema di sviluppo personale e ricerca spirituale.

Un’altro importante effetto del canto vedico è quello di portare la mente in uno stato di completa attenzione. Il processo di apprendere comprende l’ascolto dell’insegnante e la ripetizione esatta di quanto ascoltato. Questo richiede una grande attenzione e rende la recitazione del mantra non solo uno strumento meditativo, ma una meditazione in sé.

Il suono può essere usato anche per creare specifici effetti nel praticante. Ad esempio alcuni mantra possono avere effetti energetici e altri effetti rilassanti. Non si può spiegare a parole l’effetto del canto. Bisogna provare. Chi canta sente la gioia nel cuore. La voce dapprima incerta si fa via via  più sicura e chiara. Anche il respiro cambia: il canto migliora la capacità di praticare asana  e pranayama.

Fino a tempi recenti in India il Canto Vedico era riservato unicamente alla casta dei Bramini. Le donne erano escluse così come chi apparteneva ad altre caste. Il Maestro Sri  T. Krishnamacharya aprì questa disciplina a chiunque avesse il sincero desiderio di apprenderla,  in modo da preservare questo grande patrimonio dell’umanità.

Yoga in Vacanza

Spesso chi ama lo yoga lo ricerca anche durante le vacanze. Io stessa ho visitato molti luoghi, alcuni davvero suggestivi, sia in Umbria che in Toscana e Lazio dove offrivano la possibilità di praticare yoga e allo stesso tempo vivere alcuni giorni di vacanza. Sono stati giorni che mi hanno fatto vivere la pratica di questa disciplina in maniera più approfondita. Infatti in vacanza, senza gli impegni che ci aspettano ogni giorno, lo yoga assume un’altra dimensione. Non c’è fretta di scappare dopo la lezione per lavorare o preparare la cena e l’eco della pratica risuona per molto tempo dentro di noi.

Questa estate vogliamo dare l’opportunità di praticare Yoga in Abruzzo, regione troppo spesso dimenticata.  La struttura che ospita questa iniziativa è il B&B Zà Mariette, un antico e suggestivo casale risalente al 1700 e recentemente ristrutturato. La località è  Casino Vezzani (Loc. Vassarella) a Crecchio.

Le lezioni si tengono al raggiungimento di un minimo di 5 persone. Per i residenti in zona è possibile partecipare unicamente alle lezioni.

Per qualunque informazione non esitate a contattarmi.

Antonella Valentinetti  (Yoga Teacher)

 

Visitate il sito del B&B Zà Mariette.

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Samasthiti

Samasthiti, variante con mani in namaskara mudra.

Samasthiti è la posizione in piedi, dove sthiti indica la stabilità. E’ la base di tutte le posture in piedi.Ci insegna a prendere coscienza del nostro allineamento, a radicarci a terra, per creare una base su cui costruire asana più complesse. Il peso è distribuito in eguale misura e così il prana, l’energia della persona.

E’ una postura che, se non ci lasciamo ingannare dall’apparente semplicità, ha sempre qualcosa da insegnarci.

In samasthiti possiamo prendere facilmente coscienza del nostro respiro e imparare a conoscerlo,  regolarlo, ed estenderlo.

In alcune tradizioni viene chiamata posizione della montagna e praticandola possiamo intuire il perché. Se eseguita con consapevolezza  samasthiti ci fa acquistare solidità e spessore. A volte c’è la sensazione di espandersi, di occupare più spazio.

Nel primo sutra dello yoga sutra si legge: “Atha yoganusasanam” che significa: ora che siete qui, inizia il cammino dello yoga.

La prima parola, “Atha” ,significa adesso, da questo momento. Adesso che siamo consapevoli, il cammino dello yoga può iniziare. Samasthiti è il nostro punto di partenza perché ci permette di focalizzarci, di centrarci. Di essere davvero qui, adesso, non solo con il corpo ma con il cuore e la mente. Per iniziare il percorso.

Yoga in gravidanza

Molte donne sono attratte dallo yoga durante la gravidanza spesso senza averlo mai praticato prima.
La donna incinta riscopre il proprio mondo interiore. I sensi, normalmente orientati all’esterno, si orientano adesso spontaneamente verso la sua profondità: è  una meditazione che cresce lungo i nove mesi.

Il corpo vive un grande cambiamento a causa degli ormoni e poi della pancia che cresce. Lo yoga può dare un grande aiuto per stabilizzare, creare equilibrio a livello emotivo e alleviare i disagi del corpo.

Una convinzione purtroppo molto diffusa  vede lo yoga come una  ginnastica dolce che non può fare danni in un momento tanto delicato.
In realtà lo yoga in gravidanza va praticato unicamente sotto la guida di insegnanti esperti. Se possibile è meglio optare per un corso individuale. I gruppi vanno bene solo se specifici per la gravidanza e dietro il parere del medico.

Nella pratica si lavora con il respiro, con i suoni, con visualizzazioni e meditazioni che creano serenità e predispongono alla fiducia e alla capacità di rilassarsi.
Vengono proposte posture e movimenti per rinforzare le braccia (serviranno per cullare il bambino). Man mano che il momento del parto si avvicina si lavora per prepararlo nel migliore dei modi e per viverlo senza paura ma con grande fiducia nel proprio corpo e nella natura.
Infatti se si è in grado di rimanere rilassate nel momento del parto, il corpo produce un ormone (ossitocina) che lo rende meno doloroso.

Nelle pratiche yoga la gravidanza è divisa in tre trimestri:

Il primo è il più delicato. Il feto si sta impiantando nell’utero e bisogna dargli tempo e spazio per crescere. Lo yoga in questo periodo è fatto soprattutto di respiro, suoni, movimenti con le braccia, meditazione. Vanno evitate tassativamente tutte le posture che comprimono il ventre, le torsioni e le posizioni capovolte.
Il secondo trimestre è di solito il periodo più felice. I disturbi si attenuano, la paura del parto è ancora latente e la donna vive una condizione di pienezza in cui basta a se stessa ed è colma di beatitudine.
La pratica yoga potrà essere un po’ più intensa a livello fisico ma sempre con grande attenzione.
Il terzo trimestre è quello in cui più spesso si installa la paura.  Il parto si avvicina e la donna può provare  paura  per il dolore ma anche sentirsi insicura perché si prepara ad  accudire una nuova vita.Il lavoro con lo yoga servirà a dare fiducia,  sicurezza, e farla sentire protetta.

Alle donne viene insegnato in questo trimestre anche cosa fare dopo il parto, quando il tempo di andare a lezione non ci sarà ma il sostegno dello yoga è ancora prezioso. Si proporranno pratiche molto brevi che la donna potrà svolgere anche assieme al suo bimbo.

(Appunti sul corso di yoga per la donna di Chandra Cuffaro Clee)

Astanga Yoga

Con il termine astanga viene definito lo yoga tradizionale. Per intenderci quello basato sullo Yoga Sutra, una raccolta di 195 aforismi attribuiti al saggio Patanjali (200 A.C.). Astanga significa “8 membra” , 8 parti che formano il percorso yogico. Essi sono descritti nel sutra II-29  e sono: yama, niyama, asana, pranayama, pratiahara, dharana, dhyanam e samadhi.

Lo sviluppo armonioso di questi 8 aspetti costituisce il percorso yogico. I primi due anga  sono regole di condotta verso il prossimo e verso sè stessi. Desikachar li definisce “relazioni”. Il più importante degli yama è Ahimsa, la non violenza, che è la base di tutti gli altri.

Poi c’è Satya, la verità. Dentro satya deve essere presente anche ahimsa, perché non basta dire sempre la verità ma occorre che essa non ferisca il prossimo. “Dì la verità piacevole, non dire le verità spiacevoli, non mentire anche se si tratta di menzogne dolci all’orecchio.” (Mahabharata)

Asteya significa non rubare, ma anche non prendere ciò che non ci è stato offerto.

Brahmacarya è essere moderati con la propria energia, evitando di dissiparla.

Aparigraha è la non avidità verso cose e persone .Prendiamo ciò che abbiamo guadagnato, niente di più. Liberiamoci della zavorra e saremo più leggeri.

I niyama regolano la relazione che ognuno ha con la propria persona:

Sauca è la purezza, intesa come pulizia a tutti i livelli, dall’igiene personale a quella alimentare, fino alla pulizia nei contenuti della propria mente. Con che cosa la nutriamo? Quali programmi? Quali letture? Quali conversazioni? Siamo consapevoli che il modo in cui nutriamo la nostra mente è addirittura più importante del modo in cui nutriamo il corpo?

Santosa è la capacità di essere gioiosi, di apprezzare quello che si ha, di accontentarsi.

E’ una felicità diversa da quella legata al possesso di beni materiali. E’ gioia che sgorga dal cuore quando siamo collegati ad esso.

” Lasciateci essere felici…a nessuno è successo niente, accade solamente che siamo felici in tutti i punti del cuore…” (Pablo Neruda).

Tapas è la ferma applicazione di una disiplina nella nostra vita. Ad esempio la pratica che ripetiamo ogni giorno e che ci aiuta a rimuovere le impurità dal nostro sistema.

Svadhayaya è lo studio di noi stessi e dei testi sacri che attraverso i millenni continuano a portare luce per illuminare il nostro percorso.

Iswara Pranidhana infine è la capacità di agire per la purezza dell’azione, senza aspettarsi niente in cambio.  Facciamo il meglio che possiamo deponendo i frutti dell’azione ai piedi di Dio. Questo è lo spirito dello yoga.

Asana è la parte più conosciuta del percorso a 8 passi. Le asana si sono affermate nelle palestre quasi come uno sport a sé…ma non sono ginnastica. Le asana lavorano sul corpo rendendolo forte e flessibile, migliorando la salute e il benessere, ma la loro funzione più importante è di preparare pranayama, purificando e liberando le nadi, i canali che portano prana.

Pranayama è l’estensione  e il controllo consapevole del Prana, la nostra energia vitale. Prana entra in noi con il primo respiro e ci lascia quando moriamo. Se circola liberamente nel corpo siamo attivi e pieni di vita. Quando è bloccato ci sono problemi, malattie, disagi.

Pratiahara è il controllo dell’attività sensoriale. I sensi sono normalmente rivolti all’esterno, per prendere tutto ciò che desiderano: cibo, suoni, odori, ecc..Quando pratichiamo il pratiahara essi sono rivolti all’interno e non creano disturbo ma anzi ci aiutano a raggiungere le vette dello yoga.

Dharana è la capacità di rimanere ancorati in una direzione senza distrarci. Proviamo a fare 6 respiri senza che la mente vaghi e ci renderemo subito conto di quanto sia difficile dharana.

Dhyanam è la meditazione. Siamo così immersi nell’oggetto di meditazione da assorbirne le qualità. E’ importante che l’oggetto di meditazione sia qualcosa di positivo per noi e vicino alla nostra tradizione. Essi sono dei simboli che ci aiutano ad entrare in contatto con il nostro Sé profondo.

Samadhi è l’ultimo passo. In esso siamo tutt’uno con il nostro oggetto di meditazione. E’ uno stato che trascende la mente e non può essere descritto con le parole.

Omaggio a Chandra

Omaggio a ChandraIl 13 gennaio a Roma si sono riuniti oltre 180 insegnanti di yoga della tradizione del Maestro Sri T. Krishnamacharya per festeggiare gli 80 anni di Chandra Cuffaro Klee.
Questa grande insegnante, allieva diretta del leggendario Krishnamacarya e in seguito di suo figlio Desikachar, ha il grande merito di aver diffuso in Italia questo inestimabile insegnamento.
Chandra ha esordito ringraziando i presenti, giunti da tutta Italia, e ha dedicato la giornata ai suoi Maestri: Krishnamacarya e Desikachar.
Ci ha raccontato episodi ed esperienze vissute in India, ci ha fatto sorridere e commuovere.
Credo che ognuno dei presenti si sia sentito arricchito semplicemente dalla dolcezza del suo sorriso, dalla sua straordinaria umiltà e dalla sua grande energia.

Grazie Chandra!

L’importanza del silenzio

IMG_3608Chi viene a lezione per la prima volta domanda di frequente come mai non ci sia un sottofondo musicale durante la pratica.

Siamo così abituati ad avere un sottofondo rumoroso in ogni nostra attività che il silenzio ci spiazza e ci fa un pò paura.

In macchina ascoltiamo l’autoradio, in viaggio mettiamo l’I-pod nelle orecchie, a casa accendiamo la TV…insomma facciamo di tutto per fuggire dal Silenzio.

Ci siamo mai chiesti perchè?

Il silenzio ci spinge a guardarci dentro e spesso preferiremmo non farlo, forse temendo quello che vedremmo.

Quando iniziamo la pratica di asana le prime cose che vediamo di solito sono i difetti: scopriamo che il nostro corpo è rigido e poco flessibile, il respiro corto e caotico, la mente incline alla distrazione e così via.

Possiamo fare due cose: prendere quello che siamo in questo momento, accettarlo ed usarlo come punto di partenza per iniziare un percorso oppure rinunciare. La scelta è soltanto nostra.

Se scegliamo di continuare la bellezza della pratica si rivelerà gradualmente.

Il silenzio che ci sembrava pesante si scoprirà essere l’unico sottofondo possibile. Perché ci permette di osservarci, di sentire il nostro respiro e di rimanere focalizzati sulla pratica.

A cosa serve un brusio in sottofondo se non a favorire la distrazione? e se la mente è distratta lo yoga non è possibile.

Questo non vuol dire che il suono o la musica siano negativi. Tutt’altro!

Ascoltare musica o cantare può cambiare il nostro stato mentale e renderci più felici e più positivi.

Anche durante la pratica troveremo a volte l’uso di suoni. Dalle semplici vocali ai mantra del Canto Vedico. I benefici dei suoni sono molti: la rieducazione del respiro, lo sviluppo di attenzione e concentrazione. Cantare o ascoltare canti porta calma e un senso di benessere che può solo essere sperimentato poiché ogni definizione è restrittiva.

Sono tuttavia suoni consapevoli. Il silenzio è la loro base. Non solo quello esterno ma il silenzio dentro di noi.

Allora il suono diventa meditazione.

Om Shanti

Antonella

Benvenuti nel 2013!

Si è parlato tanto di fine del mondo e di nefaste profezie sulle catastrofi che ci attendevano alla fine dell’anno.
Oggi sorridiamo pensando che fossero solo sciocchezze..
Immaginiamo per un attimo che tutto questo stesse davvero accadendo e per un qualche motivo inspiegabile ci venisse offerta un’ altra chance…
Come ci sentiremmo?
Credo che saremmo grati di ogni singolo istante
Di ogni respiro
Di ogni battito di cuore
Credo che apprezzeremmo le piccole cose di ogni giorno con una consapevolezza diversa…

Il mio augurio per questo nuovo anno e di poter cogliere e apprezzare ogni singolo istante della nostra vita.

A tutti voi un sereno e yogico 2013!